Come aprire un CAF (o un punto servizi) partendo da zero.

Requisiti, iter, costi indicativi e guadagni realistici. Aggiornata a luglio 2026.

Per aprire uno sportello CAF non serve una laurea né un albo: servono un locale aperto al pubblico, una convenzione con un CAF nazionale e una partita IVA. L'investimento iniziale indicativo va da 3.000 a 12.000 euro e i primi ricavi possono arrivare già nelle prime settimane, soprattutto dai servizi extra.

In questa guida trovi tutto il percorso: cosa puoi aprire davvero, quali requisiti servono, quanto costa, quanto si guadagna e come partire senza buttare soldi in software e licenze.

CAF, centro di raccolta, punto servizi: cosa apri davvero

Partiamo dalle parole, perché qui si fa confusione. Un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) è una società autorizzata dal Ministero dell'Economia, costituita da sindacati, associazioni di categoria o datori di lavoro. Nessun privato apre "un CAF" in senso stretto: i requisiti societari lo rendono impraticabile per una singola persona.

Quello che puoi aprire tu è una di queste due cose:

  • Centro di raccolta CAF (o sportello periferico): un ufficio convenzionato con un CAF nazionale già autorizzato. Raccogli le pratiche — 730, ISEE, RED, successioni — e le trasmetti al CAF, che ti riconosce un compenso per ognuna.
  • Punto servizi: un ufficio che offre servizi al cittadino senza convenzione fiscale — firma digitale, PEC, contratti luce e gas, telefonia, sicurezza, visure. Puoi aggiungere la convenzione CAF in un secondo momento.

In sintesi

  • "Aprire un CAF" nella pratica significa aprire un centro di raccolta convenzionato.
  • Il punto servizi parte prima: niente convenzione, guadagni da subito su energia e sicurezza.
  • Le due formule si sommano: molti sportelli fanno entrambe le cose.

I requisiti per aprire

La buona notizia: le barriere di ingresso sono basse. Ti servono quattro cose.

1. Un locale aperto al pubblico

Anche piccolo: molti sportelli partono da 20-30 metri quadri. Conta la posizione più della metratura: piano strada, zona di passaggio, vicino a mercati, poste o fermate. Serve l'agibilità e una destinazione d'uso compatibile con l'attività di ufficio.

2. Una partita IVA

Per incassare compensi e provvigioni serve una posizione fiscale. Per iniziare quasi tutti scelgono la ditta individuale in regime forfettario: costi di gestione minimi e tassazione agevolata sotto le soglie di ricavo. Un commercialista ti apre tutto in pochi giorni.

3. Una convenzione con un CAF nazionale

È il contratto che ti autorizza a raccogliere le pratiche fiscali. I CAF nazionali cercano attivamente sportelli sul territorio: la convenzione di solito include formazione iniziale, accesso al gestionale delle pratiche e un tariffario dei compensi. Alcuni chiedono un contributo annuo, altri trattengono una quota per pratica.

4. Formazione di base

Nessun esame di Stato: basta il corso del CAF convenzionante (di norma da 20 a 60 ore, spesso online) per imparare a gestire 730, ISEE e RED senza errori. Il resto lo impari lavorando.

Vuoi aprire il tuo sportello? CafPro ti dà mandati, contratti e guida passo-passo, gratis.

Parti da qui

L'iter in 6 passi

  1. Scegli la formula: solo punto servizi, solo centro di raccolta o entrambi. Se vuoi incassare da subito, parti dal punto servizi.
  2. Apri la partita IVA con codice ATECO da attività di servizi alle imprese e ai privati. Costo contenuto, tempi rapidi.
  3. Trova il locale e verifica agibilità e destinazione d'uso prima di firmare il contratto di affitto.
  4. Firma la convenzione con un CAF nazionale e completa la formazione iniziale.
  5. Attiva i servizi extra: energia, telefonia, sicurezza. Con CafPro hai mandati e listini già pronti, senza trattare con dieci fornitori.
  6. Fatti trovare: insegna chiara, scheda Google Business, passaparola nei negozi vicini. Il traffico di quartiere è il tuo primo canale.

Tempi realistici dal via alla prima pratica: da 4 a 8 settimane, con burocrazia, formazione e allestimento in parallelo.

Quanto costa aprire: i numeri indicativi

I costi variano molto tra città e fornitori. Questa tabella ti dà gli ordini di grandezza per un sportello di 25-40 metri quadri in una città media.

Voce di spesaCosto indicativoFrequenza
Locale (caparra + primi mesi)1.500 – 4.500 €Una tantum + affitto mensile
Arredo, PC, stampante, scanner800 – 2.500 €Una tantum
Convenzione CAF + formazione500 – 2.000 €Annuale
Software gestionale0 – 1.500 € (0 € con CafPro)Annuale
Insegna e comunicazione locale300 – 1.500 €Una tantum
Commercialista e apertura P.IVA200 – 600 €Una tantum

Totale indicativo per partire: da 3.000 a 12.000 euro. Sono numeri da validare sul tuo territorio, ma l'ordine di grandezza è questo: meno di quasi ogni altra attività con vetrina.

Quanto si può guadagnare

Un centro di raccolta guadagna in due modi: compensi per pratica e servizi aggiuntivi. I primi pagano l'affitto, i secondi fanno il margine.

Le pratiche fiscali

Il compenso per un 730 varia in base alla convenzione e al territorio; ISEE e RED sono convenzionati e rendono poco a pratica. La stagione fiscale (aprile-luglio) concentra i volumi: da sola non basta a reggere uno sportello dodici mesi l'anno. È il motivo per cui i centri che funzionano affiancano sempre altri servizi.

I servizi che fanno il margine

Ogni persona che entra per un ISEE ha una bolletta, un telefono, una casa o un negozio da proteggere. Con i numeri di uno sportello tipo — 40 clienti a settimana, 1 su 4 che dice sì — i servizi extra valgono circa 1.400 euro al mese in più a regime: il contratto luce+gas paga la provvigione più alta del banco, ogni segnalazione sicurezza chiusa paga una fee, e poi telefonia, bonus, segnalazioni a partner per prestiti, noleggio e fotovoltaico.

Il punto chiave

  • Le pratiche fiscali portano traffico in sede, tutto l'anno l'ISEE, in stagione il 730.
  • I servizi extra trasformano quel traffico in margine, senza costi di acquisizione.
  • Chi apre oggi conviene che progetti lo sportello intorno a questo doppio binario fin dal primo giorno.

Facciamo due conti anche sul tuo sportello? Iscriviti: al lancio ti affianchiamo noi.

Mettimi in lista

Come CafPro azzera i costi di partenza

La voce più insidiosa del budget non è l'affitto: sono software, licenze e mandati. Comparatori a canone, gestionali a modulo, fornitori che chiedono volumi minimi. CafPro taglia questa voce a zero:

  • Comparatore luce e gas con OCR: fotografi la bolletta, la piattaforma legge i dati e propone l'offerta. Trenta secondi, firma digitale inclusa.
  • Comparatore telefonia con verifica di copertura all'indirizzo.
  • Sicurezza: partnership con Verisure per la videosorveglianza. Tu segnali il lead, al sopralluogo e all'installazione pensa il partner, tu incassi la fee.
  • Firma digitale e PEC attivabili in sede con margine fisso.
  • Scadenzario clienti: ti dice chi richiamare e quando, e i clienti tornano.
  • Motore bonus: trova i bonus spettanti ai tuoi clienti. Ogni bonus è una visita in più.
  • Mandati già pronti: dietro c'è Ranger Italy, agenzia con mandati diretti dai fornitori. Tu non tratti con nessuno: apri e proponi.

Il modello è semplice: CafPro non vende software e non chiede canoni. Guadagna una quota delle provvigioni sui contratti chiusi in piattaforma. Se non guadagni tu, non guadagniamo noi.

Gli errori da evitare

  • Aprire solo per la stagione del 730. Quattro mesi buoni non pagano dodici mesi di affitto: servono ricavi tutto l'anno.
  • Firmare la prima convenzione che capita. Confronta i tariffari per pratica e chiedi cosa è incluso (formazione, gestionale, assistenza).
  • Comprare software prima di avere clienti. Parti con strumenti gratuiti, investi solo quando i volumi lo giustificano.
  • Sottovalutare la posizione. Cinquanta metri più in là dal flusso giusto possono dimezzare il traffico in sede.

Domande frequenti su come aprire un CAF

Serve una laurea per aprire un CAF?

No. Per aprire un centro di raccolta CAF non serve laurea né iscrizione a un albo. Serve una convenzione con un CAF nazionale, che di solito richiede un corso di formazione iniziale.

Quanto costa aprire un punto CAF?

L'investimento iniziale indicativo va da 3.000 a 12.000 euro, in base a locale, arredo e convenzione. Con strumenti gratuiti come CafPro la voce software scende a zero.

Quanto tempo serve per partire?

In media da 4 a 8 settimane: apertura della partita IVA, firma della convenzione, formazione e allestimento del locale possono correre in parallelo.

Posso aprire un CAF in casa?

No, serve un locale aperto al pubblico, anche piccolo, con i requisiti minimi di agibilità. Molti sportelli partono da 20-30 metri quadri.

Un punto servizi senza convenzione CAF può guadagnare?

Sì. Contratti luce e gas, telefonia, segnalazioni sicurezza e ad altri partner non richiedono la convenzione fiscale e sono attivabili da subito con CafPro.

Pronto a partire? Entra in lista d’attesa: accesso anticipato e affiancamento al lancio.

Entra tra i primi 200